Carie nei bambini intolleranti al lattosio

Carie nei bambini intolleranti al lattosio o allergici alle proteine del latte

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Sono tanti i bambini allergici alle proteine del latte o intolleranti al lattosio?

L’allergia alle proteine del latte vaccino rappresenta l’allergia più comune nei bambini, e negli ultimi decenni la sua prevalenza sembrerebbe in aumento, con un’incidenza del 2-3% nel primo anno di vita.
Tende a scomparire con la crescita e negli adulti è piuttosto rara.
L’intolleranza al lattosio ha un’incidenza maggiore, che si aggira intorno al 10-20% fino all’età di 2 anni, tra il 20-30% tra i 2-10 anni, tra il 30-70% negli adulti.
Attenzione: non tutti questi pazienti manifestano sintomi.

Che cos’è l’allergia alle proteine del latte?

L’allergia alle proteine del latte è causata da una reazione avversa da parte del nostro sistema immunitario che crede di avere a che fare con una minaccia e scatena dei meccanismi di difesa. È una reazione mediata dalle Immunoglobuline E verso una o più proteine del latte, in particolare la caseina e proteine del siero, non il lattosio che è uno zucchero.

Che cos’è l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio è la ridotta capacità dell’intestino di digerire il lattosio, uno zucchero presente nel latte. Nei pazienti sani esiste un enzima (la lattasi) in grado di digerire il lattosio, nei pazienti intolleranti invece questo enzima manca o si riduce parzialmente.
Ricordiamo che la lattasi è un enzima che abbiamo tutti a livello intestinale, presente già alla 23° settimana di gestazione: raggiunge la sua massima attività alla nascita e rimane tale per i primi mesi di vita quando il latte rappresenta l’unica fonte di alimentazione per il bambino.
Dopo lo svezzamento la sua attività inizia a diminuire in ognuno di noi, quindi l’intolleranza al lattosio non è una malattia ma una condizione fisiologica.

Che sintomi danno?

L’allergia può causare prurito, orticaria, sintomi gastrointestinali (crampi e dolori addominali, nausea, vomito, diarrea), sintomi respiratori (asma, dispnea). I sintomi possono verificarsi entro un’ora dall’assunzione del latte (reazioni immediate) o dopo 1 ora (reazioni tardive).
La prognosi è buona perché ha un tasso di remissione del 85-90% a 3 anni.
L’intolleranza al lattosio può causare gonfiore, tensione, dolore o crampi addominali, meteorismo, brontolio dello stomaco, vomito, diarrea.
Se poi il lattosio viene assunto contemporaneamente ad altri carboidrati che aumentano la velocità di svuotamento gastrico, i sintomi possono essere più frequenti e violenti. Di solito i sintomi si risolvono spontaneamente.

Dov’è contenuto il lattosio?

Distinguiamo cibi ad alto contenuto di lattosio (latte intero, latte parzialmente scremato e scremato di ogni specie animale, latte in polvere e condensato, latticini, ricotta, formaggi freschi e spalmabili, yogurt, panna, gelati, frullati) da cibi a basso contenuto di lattosio (latte ad alta digeribilità, burro, formaggi stagionati, alimenti con siero del latte, pane al latte). Attenzione: il lattosio è contenuto anche in molti farmaci in commercio, nei salumi (affettato di tacchino, salame, salsicce, prosciutto cotto), brioches, pane e hamburger dei fast food, purè di patate in busta, ravioli e tortellini confezionati, brodo in dado, nei gelati.

Come capire se si è allergici o intolleranti?

Si può provare a consumare latticini senza lattosio e osservare se i sintomi persistono: se scompaiono si tratta di intolleranza al lattosio e non allergia alle proteine del latte. Viceversa per l’allergia. Esistono poi diversi test di laboratorio per avere la certezza scientifica che si tratti di allergia o intolleranza, come il breath test, il prick test etc..

Come si guarisce?

In caso di allergia bisogna eliminare i cibi e bevande contenenti le proteine del latte. In caso di intolleranza al lattosio bisogna condurre una dieta a ridotto contenuto di lattosio, sostituendo il latte vaccino con latte senza lattosio o latte vegetale, e poi gradualmente gli altri prodotti iniziando da quelli ad alto contenuto di lattosio così da scoprire la soglia di tolleranza del paziente.

E’ vero che i bambini allergici alle proteine del latte o intolleranti al lattosio hanno più carie?

Si, è vero. Studi scientifici hanno dimostrato che i bambini che hanno eliminato il lattosio dalla loro dieta perché intolleranti o allergici alle proteine del latte hanno più carie rispetto ai bambini che non presentano questo problema. In uno studio su 200 bambini affetti da allergia alle proteine del latte o intolleranza al lattosio, il 67,5% aveva carie ai denti e ha dovuto eseguire trattamenti odontoiatrici, mentre il 33,5% no.
Questo però non sembra essere legato ai cibi e bevande sostitutivi assunti normalmente dai pazienti allergici o intolleranti, come latte di soia o altri sostituti del latte: queste sostanze non sarebbero la causa della maggiore cariorecettività dei bambini colpiti, ad eccezione di succhi di frutta a base di soia molto zuccherati.

Qual è allora la causa della maggiore cariorecettività?

La situazione orale dei bambini allergici/intolleranti sarebbe peggiore a causa delle restrizioni alimentari su un’importante fonte di calcio come il latte vaccino e la sostituzione dello stesso in alcuni casi con alimenti particolari come i succhi di frutta a base di soia molto zuccherati, a basso pH, che possono potenziare la demineralizzazione dello smalto nella dentizione primaria, oltre alle erosioni dei denti.

Cosa dovrebbe fare un dentista pediatrico?

Un dentista pediatrico dovrebbe sicuramente eseguire un’accurata anamnesi medica del bambino che indaghi sulla sua salute generale, ponendo particolare attenzione ai bambini allergici alle proteine del latte o intolleranti al lattosio.
Avere questo tipo di informazione può aiutare il dentista pediatrico a identificare i bambini ad alto rischio di carie così che insieme alla famiglia si possa lavorare sulla prevenzione o intervenire il più precocemente possibile qualora ci fossero già dei problemi orali in corso.
Inoltre qualora il bambino dovesse presentare uno di questi problemi, bisogna prestare particolare attenzione quando si prescrivono farmaci che potrebbero contenere lattosio, come alcuni antibiotici, antidolorifici o paste a base di proteine del latte che vengono prescritte ai bambini affetti da MIH (ipomineralizzazione dello smalto di incisivi e molari permanenti).

Autore

Dott.ssa Tiziana Anedda

DOTT.SSA TIZIANA ANEDDA

Laurea con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Cagliari, è specializzata in Chirurgia Odontostomatologica presso l'Università degli Studi di Milano. Owner di dentalbaby, portale di informazione scientifica sulla salute orale pediatrica rivolto ai genitori e ai colleghi odontoiatri ed igienisti.

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Dott.ssa Tiziana Anedda | Iscrizione all'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cagliari | Albo Odontoiatri pos. n° 726 | Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria all'Università degli Studi di Cagliari in data 15/07/2004 | Abilitazione conseguita nella II sessione del 2004 presso l'Università degli Studi di Cagliari | Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica conseguita presso l'Università degli Studi di Milano.
La Dott.ssa Tiziana Anedda dichiara che il messaggio informativo contenuto nel presente sito web è diramato nel rispetto delle linee-guida contenute nelle "Direttive per l'autorizzazione della pubblicità e dell'informazione su siti internet e per l'uso della posta elettronica per motivi clinici". Dichiara, inoltre che il sito web corrisponde alle linee-guida inerenti l'applicazione degli art. 55-56-57 del Codice di Deontologia Medica (pubblicità dell'informazione sanitaria).
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